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Sistema paesistico-ambientale

Dal punto di vista geologico, per gli aspetti paesistici, nel territorio di Locorotondo non si riscontrano livelli significativi di vulnerabilità relativi al rischio di dissesto geologico, ai rischi per gli acquiferi e l’assetto idrogeologico, ai rischi di danni per le singolarità geologiche, quali le grave (Pezzolla, S. Donato), le grotte (Gabriele, Pellegrino, Madonna della Catena), le doline a Est dell’abitato.

Idem, dal punto di vista geomorfologico, per le emergenze orografiche (monte Rizzo 380 m s.l.m.; c/o masseria Casellone 382 m s.l.m., c/o La Serra 406 m s.l.m., c/o Bacinella 384 m s.l.m., c/o S.Marco 414 m s.l.m., c/o Mancini), ed i cigli di scarpata (crinali di versanti) c/o le masserie Croce, Marinello, Marinosci, Cardone.

Non si riscontrano inoltre rischi per il sistema idrogeologico che nel territorio di Locorotondo non ha alcuna rilevanza.

Il territorio comunale di Locorotondo, dal punto di vista botanico, è costituito dai 6 sistemi (A.G., G. Mutinati, 2002):

  1. aree arborate (circa il 10,9% del territorio)
  2. elementi vegetazionali diffusi (circa il 3,7%)
  3. aree boscate e/o a macchia (2,7%)
  4. aree a bosco (54,3%)
  5. aree a macchia e/o olivastro (26,7%)
  6. aree pascolative e ad incolto (1,7%)

Le aree costituenti i 6 sistemi hanno superficie compresa tra meno di 2.000 mq e meno di un ettaro. Quelle arborate sono costituite da 71 ambiti, quelle con elementi vegetazionali diffusi (seminativi con querce sparse) sono costituite da 28 ambiti; quelle boscate e/o macchia da 4; quelle a bosco da 110; quelle a macchia e/o olivastro da 96; quelle pascolative e ad incolto sono costituite da 23 ambiti.

Per come si è formata la realtà territoriale di Locorotondo, tale articolazione, quasi sempre fisicamente “disegnata” dai muretti a secco (spesso con la presenza di querce/lecci e/o olivastri e integrati con trulli), dai passaturi o dai vialetti di accesso, non ha interferito con l’insediamento dei trulli/casedde.

L’analisi tecnica del sistema paesaggistico evidenzia come il territorio di Locorotondo sia formato da sottotipi del paesaggio del “pianoro calcareo” quali:

  • “a versante murgiano, ben marcato, continuo, con affioramenti delle scarpate calcaree che interrompono gli uliveti sempre più radi verso il ciglio superiore che a tratti presenta leggere incisioni torrentizie, rade bianche masserie e non bianche recenti costruzioni”;
  • “a pianoro, piatto a tratti ondulato, con la presenza calcarea in superficie evidenziata dagli affioramenti tra la terra rossa e dai muretti a secco, intensamente coltivato ogni qualvolta il terreno lo consente, con radi superficiali impluvi, doline”;
  • “a pianoro terminale dell’alta Murgia, più spoglio di vegetazione, con il calcare  bianco-rosato che affiora reso grigio dai licheni e dal muschio; sporadiche depressioni terrose coltivate a estensivo, rare testimonianze dei boschi che furono, doline”;
  • “Murgia dei trulli, pianoro dolcemente ondulato con diffusa presenza di terra rossa sapientemente erborata, con spazi scanditi dalla fitta rete dei muretti a secco (che delimitano viabilità e frammentate proprietà) e dai trulli, completamente e felicemente antropizzata, piccole macchie boschive”.

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